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giovedì 20 ottobre 2011

This Must Be The Velvet Place




Sorrentino è un sarto. Comprendo perfettamente che la metafora possa essere inflazionata quando si parla di un regista, me lo son sentita ripetere più volte in questo periodo. Il regista (ma il montatore soprattutto) è come un sarto che con estrema pazienza cuce a mano ogni angolo dell' idealistico completo che venderà alla sua clientela.
Sorrentino è un sarto, ma è uno di quelli ricurvi sulla macchina da cucito, coi calli nelle mani, gli occhi stanchi per la troppa applicazione e il piede che trema nervosissimo sul pedale immaginario che si porta dietro anche quando torna a casa dal lavoro.
"This must be the place" non è un film all' americana, gli orli inimitabili sono di matrice italiana come i migliori abiti del mondo. Sean Penn ha la delicatezza di un colletto portato appena appena in su' come un uomo elegante a cui frega poco che ciò che ha indosso sia macchiato di nero e di rossetto. I suoi capelli sono come le nuvole nere che immaginariamente rincorre nel film mentre si trova alla disperata ricerca del destinatario della vendetta paterna. No, Sean Penn non è assolutamente Robert Smith a me ha ricordato Lou Reed. Quel tono di voce che ti prende un po' in giro, l'animo dell'infante che non si sente amato, l'odio per se stesso e l'amore per gli altri. Gli altri stanno sotto di lui, e sono un coro di bottoni cuciti uno ad uno. Un coro di bottoni non si stacca mai così facilmente. La tua camicia, caro spettatore, ha una vestibilità perfetta e Francis McDormand è una moglie che non si trova più. Quella rockstar impaurita dal mondo fa l'amore con lei da 35 anni e non ha mai smesso un giorno di soddisfarla.
- Tu non sei depresso, forse confondi la depressione con la noia...
Non ricordo esattamente la battuta ma so per certo d'aver riflettuto più volte sul concetto.
Avevo bisogno di vedere un buon film per ricordarmi che certe sensazioni non cambiano neanche nei momenti più contorti della vita. Il tuo umore non scambia mai l'emozione autentica, se di questa si tratta, e i tuoi crampi te li godi tutti, non hai voglia di mangiare e non ti senti male.
Cheyenne, come molti di noi, ha imparato a fumare, ma quando lascia le nuvole nere per tornare a sorridere teneramente di fronte alla madre di Mary sai già che un po' ti mancherà il suo sguardo bambino. Paolo Sorrentino, con le sue inquadrature accoglienti ti fa sentire come se stessi un po' sfatto e stanco, svaccato sul sedile laterale del pick up di Cheyenne a fargli silenziosamente compagnia e ridere alle sue strane battute.
Io non ho dimenticato David Byrne. David Byrne è un vero artista, è un uomo di Dio, è la commozione di Penn dopo l'esecuzione della sua naive melody. Ha tanti capelli bianchi quanti colpi di genio e si sa, un buon sarto non può far a meno del tocco d'artista.

giovedì 14 aprile 2011

Definitiva perdita di luminosità e "aurorevolezza"


Il ciclo è sempre lo stesso:
- conoscere il tipo
- parlare di cose interessanti col tipo
- fomentarsi
- invaghirsi del tipo per lo più perché mi ha parlato di cose interessanti e non in quanto bello
(il troppo bello stufa)
- baciare il tipo
- fare pensieri sconci sul tipo
- cominciare a percepire la psicosi del tipo
- scemare dell'aura del tipo
- definitiva perdita di luminosità e "aurorevolezza" del tipo.
Bisognerebbe mettersi il piombo nelle ballerine. No, il cemento nelle ballerine.
Anche perché a furia di far alti e bassi mi resterebbe ben poco per cui saltare.
Potevo serenamente continuare a vederli nella loro splendida camicia morbida, appena più alti, coi capelli scombinati e la barba incolta, gli occhi e le labbra grandi come piacciono a me. Labbra grandi, da baciare.
E invece no!
In ogni singolo caso la perdita di "aurorevolezza" ha prevalso. Il mio annoiarmi e l'insana capacità di stupirmi solo quando è notte vince sempre.
Ieri sera a tal proposito abbiamo fatto un bagno di notte e tante altre belle cose.
Per adesso ho molte difficoltà a dormire. Sarà che forse mi sveglio bagnata. E se tengo i capelli bagnati mi viene il mal di testa. E venendomi il mal di testa non riesco a dormire.
Ma perché son così vittima dei circoli viziosi?
Viziosa, mi colpisci con un fiore, lo fai ad ogni ora, oh piccola sei così viziosa.
Viziosa e bambina capricciosa.